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Pressatura

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In enologia uno dei punti più delicati del processo, la pressatura soffice delle uve

La pressatura è necessaria sia nella lavorazione dei bianchi per l’estrazione del mosto d’uva dagli acini, che nella lavorazione dei rossi per l’estrazione del vino contenuto nelle vinacce a fine fermentazione. Processo eseguito sia in forma più tradizionale con presse verticali che con presse pneumatiche a membrana per una pressatura soffice per cercare di non alterare il prodotto trattato.

PRESSATURA
VERTICALE

Avviene su gabbie contenenti le uve che vengono appunto pressate da un piatto premente mosso da un pistone idraulico ad alta pressione. L’uva così pressata rilascia il succo che percola attraverso le doghe, costituenti la gabbia di contenimento, su un recipiente di raccolta.

PASTORIZZAZIONE A
PIOGGIA O TUNNEL

Attraverso una membrana in materiale atossico l’uva contenuta nel cilindro della pressa viene spinta contro la parete del cilindro stesso, che grazie a dei fori presenti su una parte della sua superfice, permette al mosto di percolare all’esterno del cilindro per essere raccolto in una vaschetta sottostante. La rotazione del cilindro e il rilascio della pressione nella membrana permette un rimescolamento delle uve durante il processo di pressatura aumentando il rendimento di questo tipo di lavorazione.

Si applicano sia presse a cilindro forato come sopra menzionato, sia macchine con cilindro chiuso con all’interno delle canalette forate per la raccolta e l’allontanamento del liquido all’esterno del cilindro. Ponendo particolare attenzione all’ossidazione dei mosti si realizzano impianti per la pressatura in atmosfera inerte (azoto) con la filtrazione e il recupero del gas stesso, aumentando sia l’efficienza del processo in termini economici, sia la qualità del prodotto estratto.